lunedì 12 maggio 2014

MARSALA,2014

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) È PREOCCUPANTE IL FATTO CHE, A MARSALA, DOPO 154 ANNI, IMPERVERSI ANCORA IL MITO GARIBALDINO. L’FNS DENUNZIA OGNI TENTATIVO DI ALIENAZIONE CULTURALE CONTRO IL POPOLO SICILIANO. Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, anche quest’anno, hanno rilevato che la ricorrenza del 154° anniversario dello “SBARCO” a MARSALA di GARIBALDI e dei suoi “Mille” sia stata festeggiata e celebrata in obbedienza ai canoni della cultura ufficiale e con pochissima attinenza alle effettive modalità di svolgimento dell’IMPRESA, non certamente eroica né brillante. È mancata, altresì, un’analisi adeguata alla gravità delle conseguenze provocate da quell’evento, non voluto dai Siciliani e soprattutto non voluto dai cittadini di Marsala dell’epoca. Insomma: nelle celebrazioni si omette di denunziare che da quel giorno (11 maggio 1860) aveva inizio quel calvario che avrebbe portato la Sicilia a diventare COLONIA DI SFRUTTAMENTO interna all’istituendo Regno d’Italia. Una condizione protrattasi, ovviamente, anche con la Repubblica. I festeggiamenti, pertanto, erano e sono fuori luogo. * * * Le iniziative “festaiole” alle quali ci riferiamo – (anche a voler prescindere dalla buona fede di qualche ignaro “divulgatore”) – svolgono sostanzialmente la funzione di SOSTITUIRE con un bel MITO (falso e bugiardo, però) l’orrenda verità sulle tragiche vicende del 1860, che, cronologicamente, iniziarono con lo “SBARCO”. A tale scopo, i “risorgimentalisti ad ogni costo” riciclano sistematicamente e sfacciatamente il meglio (o, sarebbe più esatto dire: il “PEGGIO”) dell’AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE ITALIANA, con le sue favolette e con una serie di aneddoti inventati di sana pianta o, comunque, sapientemente “manipolati“. * * * Probabilmente si pensa, così, di condannare alla eterna ignoranza ed al letargo il Popolo Siciliano. E soprattutto si perpetua il lavaggio del cervello per fare sì che si accettino come fatti positivi sia la “CONQUISTA ANGLO-SABAUDO-GARIBALDINA-UNGHERESE- MAFIOSA E CAMORRISTA” che la conseguente, immediata riduzione in COLONIA DI SFRUTTAMENTO (“INTERNA” allo Stato italiano) della Sicilia, nonché della parte continentale del Regno delle Due Sicilie che oggi si preferisce denominare “NAPOLITANIA”. * * * Certamente, è inquietante che tutto ciò avvenga con particolare intensità nel momento in cui si tende, senza mezzi termini, a “liquidare” l’Autonomia e la stessa Regione Siciliana. E si vuole dividere la Sicilia in due o tre o anche quattro REGIONICCHIE. Ovviamente all’insegna del “DIVIDE ET IMPERA” … Ed è assai sospetto, oltre che preoccupante, che tutto ciò avvenga nonostante il pullulare di Movimenti e di Sigle che si autodefiniscono autonomiste, indipendentiste, federaliste, ecc. ecc., all’interno ed all’esterno delle Istituzioni rappresentative siciliane (ARS in testa). E quando la mancanza di una strategia siciliana per l’economia siciliana rende più grave la crisi economico-produttiva in corso. E quando l’ANTISICILIA diventa ogni giorno più arrogante. * * * Tornando all’operazione di “ALIENAZIONE CULTURALE” in corso, attraverso la mistificazione di ciò che avvenne in Sicilia ed in particolare a Marsala, ci permettiamo di evidenziare quanto segue: 1) L’11 maggio del 1860 due grandi navi da guerra di Sua Maestà Britannica, l’ARGUS e l’INTREPID, avevano già preso posizione all’interno della rada del Porto di MARSALA per proteggere le operazioni di sbarco dell’Eroe dei Due Mondi e dei circa 800 Garibaldini. I quali erano arrivati navigando allegramente sui due piroscafi “LOMBARDO e “PIEMONTE”. Il tutto, secondo un “piano” da lungo tempo preparato … a Londra. 2) I Comandanti delle navi britanniche proibirono ai Comandanti delle tre navi duosiciliane, meno potenti, intanto arrivate, di sparare o di osteggiare lo “SBARCO”. Soltanto verso sera fu permesso ai Napoletani di sparare, a casaccio, qualche simbolico colpo di cannone, senza conseguenze. 3) Lo SBARCO dei Garibaldini avvenne, comunque, in condizioni penose. Infatti, il LOMBARDO si era incagliato nelle secche del Porto. Fu, pertanto, necessario che gli operai di uno Stabilimento Enologico di proprietà di un imprenditore inglese prendessero quasi in braccio, uno ad uno, i garibaldini e con delle barche li portassero a riva e/o sulle banchine del porto. 4) Se vi fosse stato un solo soldato duosiciliano, questa operazione non sarebbe stata portata tanto felicemente a termine. Ma a Marsala, tre giorni prima dello sbarco (e per agevolare lo SBARCO stesso), il Reggimento di Carabinieri a piedi duosiciliani, che costituiva la guarnigione militare della Città, era stata trasferita ad AGRIGENTO. Ciò per disposizione dei generali, traditori e doppiogiochisti, addetti alla Luogotenenza del REGNO. 5) Sui palazzi, sulle abitazioni private, sugli edifici pubblici, sugli stabilimenti enologici, ovunque a Marsala, sin dal giorno precedente, sventolavano bandiere della Gran Bretagna e degli States. Non vi era una sola bandiera italiana. Ciò significava che l’operazione partiva da lontano e che era “gestita” dal Governo di Londra e che l’Eroe dei Due Mondi svolgeva degnamente il ruolo di “MOSCA COCCHIERA”. Ovviamente, si dimostrava pure che a Marsala non vi era alcuna rivoluzione in corso: non in senso filo-garibaldino, né in senso filo-sabaudo, né in senso filo-unitario. 6) Sulle porte e sulle finestre di ogni casa vi era il cartello “Domicilio Inglese“. Cartelli, questi, che si ritroveranno, via via che avanzava l’Armata garibaldina in questione, anche a CATANIA e MESSINA ed in tutte le Città ed i Paesi della Sicilia. 7) Alla “parata” militare, che i Garibaldini fecero (dopo essersi ripresi dalla stanchezza dello “sbarco”) nella Piazza della Loggia, a Marsala, parteciparono soltanto il sindaco (che, fino a pochi minuti prima, era stato borbonico), quasi tutti i Componenti del Corpo Consolare straniero ed i rappresentanti della ricca ed autorevole Comunità Inglese. I Cittadini di Marsala SNOBBARONO, invece, la manifestazione. 8) Nessun marsalese, – scandalizzando anche Giuseppe BANDI, – si sarebbe, inoltre, arruolato con Garibaldi, né lo avrebbe seguito a Rampingallo l’indomani. * * * In merito si potrebbero dire tante altre cose. L’FNS si limita a denunziare come scandalosa la prassi in base alla quale, dopo 154 anni, si continuano ad alimentare miti falsi e bugiardi. Scorretto appare, altresì, il sistema di coinvolgere scolari e studenti siciliani in operazioni che mirano, sostanzialmente, a negare la verità. Ad espropriarci, cioè, della nostra storia. E, addirittura, a negarci il diritto alla Verità. Ciò è contrario ai princìpi di civiltà giuridica che dovrebbero prevalere oggi in Sicilia, in Italia, in Europa e nel Mondo. * * * In questa ottica, in un apposito Convegno di studio che si svolgerà a Palermo alla fine del mese, l’FNS “Sicilia Indipendente” individuerà i provvedimenti e le iniziative da adottare per contrastare, ad ogni livello, tutti i tentativi di “ALIENAZIONE CULTURALE”, oggi in atto a danno del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. È GIUNTA L’ORA, infatti, DI DIRE “BASTA” AD UN MITO FALSO E BUGIARDO, CHE OFFENDE L’INTELLIGENZA E LA DIGNITÀ DEL POPOLO SICILIANO, DELLA NAZIONE SICILIANA. A N T U D U ! Palermu, 12 Mayu 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANÒ)

IMPASTATO,2014

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) 9 MAGGIO 2014. RICORRE IL 36° ANNIVERSARIO DELLA TRAGICA MORTE DI PEPPINO IMPASTATO, ASSASSINATO DALLA MAFIA CHE, COSÌ, VOLEVA SOFFOCARNE LA VOCE ED IMPEDIRNE L’ATTIVITÀ POLITICA. * * * MA LO SPIRITO DI PEPPINO IMPASTATO È PIÙ VIVO CHE MAI NEL CUORE E NELLE MENTI, SOPRATTUTTO DEI GIOVANI SICILIANI CHE LOTTANO PER LA LIBERTÀ, PER LA RINASCITA, PER IL RISCATTO, PER IL POGRESSO DELLA SICILIA. NONCHÉ CONTRO LA MAFIA, CONTRO TUTTE LE MAFIE. * * * L’FNS “Sicilia Indipendente” ricorda la ricorrenza del 36° anniversario del MARTIRIO di PEPPINO IMPASTATO, che, appunto il 9 maggio del 1978, fu vigliaccamente assassinato dalla Mafia, della quale l’eroico giovane intellettuale “CINISARU” aveva più volte denunziato, – anche attraverso la radio, – le malefatte, gli inciuci con la mala-politica, gli orrendi delitti, le grandi speculazioni. E tutte le prevaricazioni attuate nella vita di ogni giorno. A CINISI, così come in tutta quanta la SICILIA. Ed anche oltre … Precisiamo, altresì, che, se le accuse e le denunzie avanzate da Peppino Impastato non fossero state più che fondate, pertinenti e dimostrabili, la Mafia non lo avrebbe assassinato. E non avrebbe messo in atto la tragica, indegna messinscena di un improbabile “incidente” avvenuto nel corso della preparazione di un attentato (inesistente). Un espediente, quest’ultimo, che per qualche anno ha funzionato, “depistando” le indagini. Ma che, com’è noto, alla fine è crollato di fronte al trionfo della VERITA’. E ciò grazie al fatto che le denunzie di Peppino erano state precise e non eludibili, appunto. Quelle denunzie (ci sia consentito di ribadirlo) sono, purtroppo, ancora oggi, in gran parte valide ed attuali, con la conseguenza che la lotta contro la Mafia va continuata senza sosta, senza compromessi e senza “inciuci”. * * * Il Martirio di Peppino Impastato, – insomma, – non può essere dimenticato. Deve, piuttosto, spingerci a lottare con maggiore energia contro la Mafia, contro le Mafie, contro i trasformismi “morali” e politici e contro tutte le “logiche” di potere che siano di stampo mafioso. Così come mafiosa – o, per meglio dire, figlia della “cultura” mafiosa, – è la prassi, prevalente soprattutto in Sicilia, di fare mala-politica e di fare mala-amministrazione, attraverso le lottizzazioni, attraverso il “MAGNA-MAGNA”, attraverso la CORRUZIONE SCIENTIFICA SISTEMATICA, attraverso il voto di scambio. A tutti i livelli e, nella quasi totalità, trasversalmente: da destra a sinistra e da sinistra a destra, passando per il “centro”. Come, peraltro, si deduce dalle cronache giornalistiche e giudiziarie. * * * Gli Indipendentisti FNS, che si riconoscono nei VALORI della lotta contro la MAFIA portata avanti da Peppino IMPASTATO e da altri EROI MODERNI, confermano, ancora una volta, la validità dell’ASSIOMA secondo il quale: «LA SICILIA SARÀ VERAMENTE LIBERA ED INDIPENDENTE QUANDO E SE SI SARÀ, PRIMA, LIBERATA DALLA MAFIA». Un assioma che ci permettiamo di “CONSEGNARE” ai giovani siciliani, sempre più numerosi, che, come Peppino Impastato e nel suo nome, vogliono lottare democraticamente per la rinascita, la riscossa, il progresso e la libertà del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. A N T U D U ! Palermu, 9 Mayu 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANÒ)

giovedì 8 maggio 2014

BOMBARDAMENTO 1943

KUMUNIKAZZIONI - COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) PALERMO, 9 MAGGIO 2014. RICORRE IL 71° ANIVERSARIO DELLA TRAGEDIA CHE, IL 9 MAGGIO DEL 1943, VIDE CENTINAIA DI AEREI STATUNITENSI BOMBARDARE, CON OSTENTATA CRUDELTA’ E PER SETTE ORE CONSECUTIVE, LA CITTA’ DI PALERMO. “NO” ALLA CONGIURA DEL SILENZIO! * * * Gli Indipendentisti FNS, in questa ricorrenza, ritengono doveroso RICORDARE, con emozione e con consapevolezza, quella TRAGEDIA. E sottolineare quanto sia, ancora oggi, difficile, se non impossibile, indicare con esattezza il numero altissimo delle vittime innocenti. Anche perché non poche vittime, bambini compresi, rimasero seppelliti sotto macerie “rimosse” poi confusamente. Oppure non rimosse affatto. * * * Difficile anche quantificare i danni materiali (e culturali e morali) derivanti dalle devastazioni e dalle distruzioni delle strutture edilizie, delle strade, delle Chiese, delle opere d’arte, dei monumenti, delle comuni abitazioni, dei “luoghi” significativi di incontro e di lavoro, delle strutture e delle infrastrutture destinate a servizi pubblici di prima necessità (acquedotti, ospedali, scuole, “centrali” di elettricità, di gas, eccetera). Insomma: un disastro immane su una città già duramente provata. Fatto, questo, che dimostra quanto il bombardamento in questione ed i tanti bombardamenti simili, che avevano massacrato le altre città e numerosi paesi e centri abitati della Sicilia, avessero, oltre che lo scopo di agevolare le imminenti operazioni di “SBARCO”, che si sarebbe compiuto il successivo 10 luglio, anche lo scopo specifico, calcolato, crudele ed inconfessabile, di fare del terrorismo psicologico nei confronti del “nemico”. Un terrorismo inaccettabile e da inquadrare nella guerra totale – anche psicologica – in corso. Il tutto a spese del Popolo Siciliano che, peraltro, era “amico” degli Alleati. E contrario – sin dall’inizio – a quella guerra, voluta ad ogni costo dal Governo italiano guidato da Benito MUSSOLINI. Tante vittime innocenti non possono essere dimenticate, come sostanzialmente si è fatto. Le poche, obbligate eccezioni, quasi sempre “ufficiali”, non possono fare dimenticare la gravità dell’esistenza di una vera e propria “Congiura del Silenzio”, nella quale personalità, intellettuali in carriera, Partiti ed Istituzioni si sono fatti coinvolgere con eccessiva facilità. E, diciamolo francamente, spesso volentieri. Detto questo, l’FNS “Sicilia Indipendente” rinnova la richiesta di creare un nuovo clima di rispetto e di memoria per tutte le vittime. In onore delle quali, sui luoghi cittadini più colpiti, è necessario ed opportuno porre lapidi e monumenti che indichino la nostra solidarietà ed il nostro affetto. E che spieghino, soprattutto, ai giovani quanto è accaduto negli anni Quaranta del secolo scorso. * * * Gli Indipendentisti FNS chiedono, altresì, che si proceda, senza ulteriori vergognosi ritardi e, principalmente, nel centro storico, dove più visibili ed incisive sono le conseguenze dei bombardamenti (Vucciria, Capo e Ballarò in testa), alla “ricostruzione”, ai restauri ed ai recuperi “possibili”. Senza approfittarne per cancellare la Città Antica, le sue vestigia, i suoi morti, i suoi valori. Il tutto in modo completo ed esauriente, con consapevolezza e con senso di responsabilità. E tenendo a debita distanza i mafiosi e gli speculatori. Nonchè gli INCAPACI, gli “ANTI-SICILIANI” e quanti volutamente trascurano quei valori sui quali, anche, è necessario costruire il futuro di Palermo e quello della Sicilia tutta. A N T U D U ! Palermu, 8 Mayu 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANO’)

lunedì 5 maggio 2014

Maggio 1860-2014

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) 5 MAGGIO 1860. PARTE DALLA BORGATA GENOVESE DI QUARTO LA SPEDIZIONE DEI MILLE. Gli Indipendentisti FNS, nella ricorrenza del 154° anniversario dell’evento, ricordano che, nella notte fra il 5 ed il 6 maggio del 1860, dalla borgata genovese di Quarto, ebbe luogo la partenza di quella che sarebbe passata nella mitologia risorgimentalista come la “SPEDIZIONE DEI MILLE”. E che – com’è noto – era guidata da Giuseppe GARIBALDI. Già dal primo momento si sarebbero potuti notare tutti i trucchi e gli espedienti messi in moto per rendere credibile la favola della “spedizione” stessa. E per far credere che la Conquista del Sud avesse avuto del miracoloso e che fosse stata auto-gestita. Furono utilizzati due grossi piroscafi, il “LOMBARDO” ed il “PIEMONTE”, già precedentemente acquistati dalla Compagnia Rubattino in funzione, appunto, della Spedizione garibaldina e profumatamente pagati dal Governo Sabaudo (Primo ministro: Camillo BENSO, conte di CAVOUR). Il tutto sotto il patrocinio ed in nome di Vittorio Emanuele II. Ma soprattutto sotto l’abile regia del Governo di Londra, nel cui libro-paga non mancavano certamente i nominativi di non pochi futuri “Padri della Patria italiana” e che aveva organizzato e continuava ad organizzare le fasi più importanti della Operazione “UNITA’ D’ITALIA” e, nel caso specifico, della fase relativa alla “CONQUISTA DEL SUD”, cioè dei territori del più ricco e moderno Stato pre-unitario, ossia del Regno delle Due Sicilie. Già nel mirino del Gabinetto Britannico sin dalle guerre contro Napoleone. Si dimostrò, tuttavia, grossolana e patetica la MESSINSCENA che, tra l’altro, doveva far credere ai gonzi di tutta l’Europa che il tutto fosse un fatto “rivoluzionario”, spontaneo, auto-gestito, avvenuto motu proprio per merito di coraggiosi, generosi, onesti, valorosi patrioti italiani, guidati dall’EROE dei Due Mondi, Giuseppe GARIBALDI. In ordine cronologico, era avvenuto che NINO BIXIO ed il siciliano Capitano CASTIGLIA, con l’aiuto di due manipoli di eroi (meglio dire: “due COMMANDOS”), avrebbero fatto finta di assalire e conquistare i due piroscafi (il LOMBARDO ed il PIEMONTE) che erano alla fonda nel Porto di GENOVA. E, successivamente, con l’aiuto dei due equipaggi, convertiti rapidamente alla Causa italiana, i piroscafi sarebbero andati a prelevare i Mille che aspettavano sulla riva della Borgata marinara di QUARTO. Il tutto, all’insaputa, anzi contro la volontà, del CAVOUR e di VITTORIO EMANUELE II. Nella realtà, i due piroscafi furono soltanto “prelevati”, peraltro con molta IMPERIZIA nell’avviare i motori, nonostante l’aiuto degli uomini dei rispettivi equipaggi. Va anche ricordato che la Polizia portuale sabauda, sin dal giorno precedente, aveva fatto terra bruciata in tutta l’area del porto di Genova. Tutti fuori, insomma; nessun testimone doveva assistere alla sceneggiata. Le due navi, così, con molte ore di ritardo, si presentarono al largo di QUARTO, da dove, con apposite barche, sarebbero state faticosamente raggiunte dai Garibaldini. Iniziava, così, la TRAGI-COMMEDIA, ancora oggi spacciata per “audace impresa” dalla cultura ufficiale italiana e dai collaborazionisti del Sud. Nessun segreto, però. Migliaia di spettatori assistettero, infatti, all’imbarco dei Mille ed alla partenza dei due Piroscafi. Il Cavour ed il Re Vittorio Emanuele II avrebbero, poi, fatto finta di indignarsi e di minacciare misure punitive per quei “pirati”. Mentre, nei fatti, avevano fatto e continuavano a fare il possibile perché l’impresa riuscisse al meglio. * * * L’ammiraglio “piemontese” PERSANO ebbe l’ordine di scortare con la flotta del Regno Sabaudo (facendo finta di inseguirli) i due Piroscafi, che intanto erano riusciti a salpare e che qualsiasi nave da guerra del Regno delle Due Sicilie (se a Napoli lo avessero voluto veramente) avrebbero, comunque, potuto affondare. A debita distanza e con maggiore professionalità, seguivano (e sovrintendevano a tutte le vicende del viaggio) le navi da guerra della MEDITERRANEAN FLEET di Sua Maestà Britannica. Dovremmo dire tante altre cose in proposito. Lo faremo, seguendo la SPEDIZIONE passo passo. * * * Intanto puntualizziamo che i Siciliani che erano stati coinvolti nella Spedizione erano soltanto una trentina, su ben 1.078 “volontari”. In minor numero dei Siciliani erano i “Napoletani”. La stragrande maggioranza dei Garibaldini erano, ovviamente, nativi della PADANIA. E anche questo particolare è significativo. * * * Il “mito” garibaldino, che – come abbiamo accennato – quest’anno ha, MORE SOLITO, messo in moto i più abili manipolatori della Verità storica, la farà da padrone. L’obiettivo principale dei manipolatori è quello di IMPEDIRE ai Siciliani di conoscere la verità e, quindi, di impedire di affrontare con maggiore consapevolezza i problemi della crisi economica, che in Sicilia provoca più danni che altrove. La QUESTIONE SICILIANA, che è la QUESTIONE della SICILIA ancora oggi COLONIA INTERNA dello Stato italiano, rimane di scottante attualità. E non basta certamente una mitologia falsa e bugiarda per impedire il risveglio e la riscossa del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. A N T U D U ! Palermu, 5 Mayu 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANÒ)

VIETATO PARLARE DI "QUESTIONE SICILIANA"

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) IN SICILIA … NON SI PARLA DELLA “QUESTIONE SICILIANA”. DI CRISI IN CRISI, DI “RIMPASTO” IN “RIMPASTO”, NEL MONDO DELLA “POLITICA POLITICATA”, IN QUASI TUTTE LE ISTITUZIONI RAPPRESENTATIVE LOCALI E NON, NEI CONVEGNI, NEI CONGRESSI, NEI COMIZI ELETTORALI E … TELEVISIVI, NELLA REGIONE SICILIANA, NEL PARLAMENTO ITALIANO, NEI GOVERNI REGIONALE E CENTRALE, NELLE SEGRETERIE DEI PARTITI E DEI SINDACATI, TRIONFANO IL “MANUALE CENCELLI” E LE LOGICHE SPARTITORIE, TIPICHE DELLA “CULTURA” MAFIOSA. MENTRE LA “QUESTIONE SICILIANA” E LA STESSA SICILIA RIMANGONO FUORI DALLA PORTA (BEN CHIUSA, PERALTRO). VERGOGNA! È avvenuto ed avviene, intanto, che 75.000 Lavoratori Siciliani, nel 2013, siano stati licenziati ed altri 175.000 siano in “Cassa Integrazione” o in “Mobilità” o siano titolari di “Sussidi”. ED I GIOVANI SICILIANI SONO COSTRETTI, PER TROVARE LAVORO, AD EMIGRARE NEL NORD-ITALIA E SOPRATTUTTO ALL’ESTERO! * * * Sull’onda delle celebrazioni di un “Primo Maggio” particolarmente mesto (per non dire: triste), dobbiamo ricordare a noi stessi che il TASSO DI DISOCCUPAZIONE, in Sicilia, è previsto – per l’anno in corso – nella misura del 23,1 per cento, quando la media “italiana” è del 13 per cento. Il P.I.L., a sua volta, non progredisce: è fermo allo 0,6%. Ed i consumi potrebbero calare del 12 per cento. È SCANDALOSO!!! Il tutto mentre le potenzialità della Sicilia vengono BOICOTTATE in ogni settore e mentre l’ASCARISMO dominante impedisce che si adotti una STRATEGIA SICILIANA per l’ECONOMIA SICILIANA. Insomma: occorre un’inversione di tendenza decisa ed immediata. * * * È doveroso, infatti, reagire cercando di bloccare, innanzitutto, il fenomeno della DEINDUSTRIALIZZAZIONE in corso, prima che sia troppo tardi. Ad esempio (e dando una speciale PRIORITÀ) si dovrebbero affrontare e risolvere positivamente alcuni casi specifici, significativi e scottanti, come quelli del salvataggio e del rilancio del POLO METALMECCANICO-AUTOMOBILISTICO di TERMINI IMERESE. (Sì, dunque, ad una eventuale “rivoluzione” tecnologica del tipo della produzione dell’auto elettrica). Analoga attenzione merita il rilancio del settore della MICRO-ELETTRONICA, oggi a rischio di estinzione o, peggio, di “rimozione”. Ed occorrerebbe pensare al “dopo-petrolio” ed a tutti problemi connessi. Con senso di responsabilità e … con la Sicilia nella mente e nel cuore. Esistono altri settori produttivi che, singolarmente o tutti assieme, potrebbero consentire alla “Sicilia Produttiva” di riconquistare il Mondo (… il mercato internazionale, cioè). Ma i Siciliani devono riprendere la consapevolezza di sé stessi. E devono ritirare la “delega”, il “consenso”, la “legittimazione” a coloro che sono al servizio di interessi contrari e contrastanti con quelli della Sicilia. A coloro, cioè, che hanno tradito i diritti fondamentali, gli interessi, le speranze di rinascita, di progresso e di sviluppo del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. * * * Per essere più chiari: nessuno ci vuole o ci può regalare niente. Devono essere (dobbiamo essere) i Siciliani di tenace concetto – in prima persona e direttamente – a riaprire quella “porta chiusa“, alla quale abbiamo fatto sommariamente cenno. Magari a spallate e … senza fermarci mai più. SICILIA, SVEGLIATI! A N T U D U ! Palermu, 3 Mayu 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANÒ)

BAR MAZZARA!

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) NON BISOGNA RASSEGNARSI ALLA CHIUSURA DEL BAR MAZZARA NÉ A QUELLA DEGLI ALTRI ESERCIZI COMMERCIALI. SOLIDARIETÀ AI DIPENDENTI. Il Direttivo della Sezione “Palermo Centro” di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti”, esprime solidarietà nei confronti dei Dipendenti della famosa e “gloriosa” Pasticceria MAZZARA e chiede che nei loro confronti scattino immediatamente le migliori misure sociali previste in casi di chiusura di “Aziende” che, nel tempo, hanno saputo onorare la Città di Palermo e la Sicilia tutta. L’FNS “Sicilia Indipendente” auspica che l’Azienda MAZZARA, – sia pure ricorrendo ad una specifica leggina dell’ARS, – possa riprendere la propria attività e non soltanto per i motivi sociali, ma anche per raggiungere l’obiettivo, altrettanto importante, di migliorare la qualità dell’offerta turistica e della stessa vita in Sicilia. L’FNS, altresì, fa presente che è semplicemente scandaloso il fatto che, in tutti i settori commerciali, le grandi, storiche Ditte Siciliane, – da RANDAZZO a CARIERI, a MIGLIORE, a FLACCOVIO, a DE MAGISTRIS, a LI VORSI, e a tante altre, grandi e piccole, (che sarebbe troppo lungo elencare in questa sede), – abbiano, via via, abbassato le saracinesche, senza che si siano adottate contro-misure adeguate e senza che si siano presentati seri progetti di rilancio economico e politico da parte delle Istituzioni competenti,a tutti i livelli. Ci resta solo il “BLA-BLA” sindacal-politico, del quale i Siciliani sono arcistufi! Palermo, 2 Maggio 2014 Per il Comitato di Sezione: Giovanni BASILE – Rosalia D’ANTONI – Gioacchino D’ANGELO

lunedì 28 aprile 2014

CONTESTAZIONE AGLI EBREI!

KUMUNIKAZZIONI – COMUNICAZIONE della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI” (FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”) ROMA. FESTA DELLA LIBERAZIONE. CONTESTATI PESANTEMENTE I RAPPRESENTANTI DELLA COMUNITÀ EBRAICA. L’FNS “Sicilia Indipendente” sente il dovere di esprimere solidarietà alla Comunità Ebraica, i cui rappresentanti, alla manifestazione del 25 Aprile 2014 (69° anniversario della LIBERAZIONE), a Roma, sono stati oggetto di contestazioni durissime, non soltanto verbali. Al punto tale da indurre gli Organizzatori e le Autorità istituzionali ad … “anticipare la conclusione della manifestazione stessa“. Vale a dire: ad interrompere la manifestazione. Si è trattato, insomma, di un INCIDENTE di estrema gravità, che contrasta con le regole della convivenza civile e della tolleranza reciproca. E con le norme di pubblica sicurezza che regolamentano, appunto, la libertà di pensiero ed i modi di manifestarla. Non parliamo di bazzecole, ma di doveri e diritti “costituzionali”. * * * Non bisogna, certamente, generalizzare o fare di tutte le erbe un fascio, ma non si può evitare di accostare questo spiacevole episodio con i vari, piccoli e grandi, CASI di “RIGURGITI” di ANTISEMITISMO, che oggi trovano linfa e complicità in talune forze di estrema destra e, contemporaneamente, in talune forze di estrema sinistra. Oltre che in gruppi di potere “trasversali”, di difficile collocazione politica ed ideologica, che potrebbero essere già presenti, direttamente o indirettamente, nei Parlamenti di singoli Stati o addirittura nel Parlamento Europeo. Un pericolo, questo, la cui esatta consistenza si potrà dedurre anche, – e non solo, – dai risultati della imminente consultazione elettorale del 25 maggio prossimo, per la elezione, appunto, del nuovo Parlamento Europeo. * * * Occorrerebbe, pertanto, che – sia localmente, sia a livello internazionale – le Istituzioni rappresentative (O.N.U. compresa) prendessero in considerazione e non sottovalutassero questo tipo di fenomeni, non nuovi nella Storia dell’Umanità. Ciò, ovviamente, senza trascurare la delicatezza della “QUESTIONE PALESTINESE” e senza risparmiare critiche, – ove queste siano necessarie, – alle politiche adottate, di volta in volta, dai Governi di TEL AVIV. Ma l’ANTISEMITISMO ed i SEI MILIONI DI VITTIME EBREE della follia nazista e le complicità, che vi furono, sono “FATTI” a se stanti che non trovano giustificazioni né attenuanti. * * * Gli Indipendentisti FNS sono, altresì, convinti che la Sicilia – nonostante non abbia oggi sovranità – possa avere, comunque, un ruolo fondamentale per contribuire alla PACE ed alla reciproca comprensione fra i Popoli del Mediterraneo. E, ciò, per la sua Storia, per la sua posizione di centralità geografica, per il suo ruolo di punto d’incontro naturale fra i tre Continenti che gravitano, appunto, sul Mediterraneo. * * * Intanto è di fondamentale importanza che, soprattutto in Europa, i rappresentanti delle Istituzioni democratiche comprendano la gravità del momento. E, soprattutto, che non ricorrano al vecchio espediente di mettere la testa sotto la sabbia … come gli struzzi. Sono raccomandazioni, queste ultime, che sottoponiamo anche agli inquilini di SALA D’ERCOLE … in tutt’altre faccende affaccendati. A N T U D U ! Palermu, 26 aprili 2014 Il Segretario Politico (Giuseppe SCIANÒ)